lunedì 11 giugno 2012

Psicologia della risata e condizionamento



La risata e il sorriso, sono processi in cui si verifica una risposta a un determinato stimolo “comico” esterno, producendo una risposta positiva.


La risata è istintiva, governata dal cervello primitivo (anche le scimmie ridono), ma può anche risultare meno spontanea. Ad esempio nel sorriso “finto” non sono coinvolti i muscoli orbicolari degli occhi che, infatti, fanno sorridere gli occhi. Interessante è notare come, alla presenza di un film comico o battuta, alcuni ridono e altri no. Cosa differenzia i vari tipi di comicità? Cosa c’entra con gli argomenti affrontati in questo blog? Ci arriveremo.
Si può ridere di una comicità inaspettata, si può ridere di una incongruenza, un non senso, oppure di un contenuto sessuale e aggressivo. 

NONSENSE, SMORFIE E “BUFFONERIA”



Perché ad alcuni fa ridere il nonsense? Questa è una mia teoria. La mente crea delle barriere di sensatezza e logicità, e alcuni sentono il bisogno di andare oltre, di spezzarle, di superarle. Tutto deve essere spiegato sempre razionalmente, altrimenti … si va fuori. C’è chi, oltre il muro della logicità razionale, non riesce e non vuole andare. Il nonsense, non lo fa ridere. Normalmente si tratta di soggetti maggiormente colpiti da una comicità più prevedibile, più schematizzata, più razionalizzata e di cultura. Non sanno rendersi ridicoli, non sanno tornare bambini.

Gli automatismi sono scardinati dal nonsense, che si fa beffe dei limiti condizionanti. Poi c’è chi ride vedendo qualcuno cadere o scivolare, e normalmente non sono coloro che ridono del nonsense e di una comicità “irrazionale”. C’è chi ride quando qualcuno si va veramente male, o magari si ride delle disavventure altrui per un senso di superiorità. Perché si ride del dolore o pericolo altrui?

BATTUTE A SFONDO SESSUALE

Mentre nella risata “nonsense” la tensione psicologica viene scaricata attraverso l’abbattimento di un limite logico, nelle battute a sfondo sessuale non puoi ridere se non sei, almeno in parte, represso.  La violazione di un tabù permette di scaricare la tensione sessuale e, di conseguenza, generare una risata liberatoria. Quando ci si libera di queste inibizioni, disagi  “controllo – repressione” sessuale e dal senso di colpa, le battute a sfondo sessuale non fanno più ridere. E’ chiaro, una certa acutezza potrebbe far ridere comunque, dipende sempre dalla battuta, ma è comunque difficile. Stesso principio vale per il risentimento religioso, che provoca una ilarità – reattiva nei confronti di battute di questo genere.







SARCASMO, SATIRA

Con il sarcasmo si umilia l’altro, mentre la satira (es. classico a sfondo politico) si evidenziano caricature, storpiature e difetti del personaggio, mettendo in risalto gli aspetti negativi. La pressione del sistema politico porta a reagire ridendo della satira politica, per esorcizzare questa insofferenza e disagio di fondo. Il risentimento nei confronti dell’uomo potente, trasformandolo in un fumetto, ci permette di poterlo attaccare quantomeno in questo modo. 




RIDERE DELLE DISGRAZIE ALTRUI


Mal comune, mezzo gaudio....
Le tante ingiustizie e frustrazioni ci portano a ridere del fatto che, se vediamo qualcuno che le subisce ci sentiamo inconsciamente meglio scaricandone la tensione e ridendo. L’attrazione verso il film horror/splatter e la violenza estrema, è un meccanismo simile, un modo per scaricare la tensione esorcizzando questa paura. Provoca sollievo vedere che non capita a noi ma a quell’altro, non ci sentiamo in colpa perché è un film, e quindi ridiamo o ci piace spaventarci. Ma è un’altra risata dell’uomo condizionato, frustrato, represso.
Se non si esce da questi condizionamenti il sadismo interiorizzato ha bisogno di scaricarsi in vari modi, e uno di questi è la risata attraverso questa comicità “bassa”.

 I fatalisti, infatti, utilizzano l'umorismo aggressivo e violento, che li fa sentire superiori e consente loro di scaricare le tensioni. Il loro rancore e senso di inferiorità, li induce a preferire barzellette contro gruppi etnici, culture e costumi. 










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